-ma te non li leggevi i piccoli brividi?
-no, ma quando sono usciti?
-boh, avremo fatto le elementari.
-ah, no, io alle elementari ho letto “la figlia del capitano…”
figuraccia è mentre canti in playblack questa canzone e proprio sul MA-LE-DIRòòòòòòòòòòòòòòòòòòò passa il tuo vicino che ti saluta dalla finestra.
il karma vuole che piova per tutto il resto della settimana e della settimana prossima, tranne lunedì quando andrò a Bologna.
karma,se stai sbagliando ti fotto.
Questa piovosa primavera
mi ha portato in regalo una rinnovata voglia di creare.
Ecco qui il primo dei miei nuovi progettiTONDI IMPERFETTI
Faccette buffe da appendere :-)
mi sento, a scrivere la tesi, mi sento come Paolo Nori. Che non sarà perché sto leggendo un libro di Paolo Nori, ma mi sembra che a volte, a scrivere la tesi, scrivo un po’ come lui, nel senso, che a volte, faccio frasi un po’ sconclusionate.
(Fonte: gnomesngiants, via inbici-contromano)
permetti un ballo?
(Fonte: inbici-contromano)
era anche la gatta che non permetteva agli sconosciuti di avvicinarsi a casa, e per quello in una zuffa è stata morsa e ha contratto il FIV, l’aids felino.
Mi ha lasciato un vuoto nel cuore e nel letto, e qualche ciuffo di pelo sulla valigia…

gatti che non sono gatti, ma sono persone, modelle, principesse, piccole miss, musetti pelosi.
La gatta che non faceva le fusa, o che le ha imparate a fare da grande. La gatta che non miagolava, ma ti faceva gh.
La gatta che aveva un solo polpastrello rosa, invece che tutti rosa.
La gatta che è stata il mio regalo dei 18 anni, la gatta per cui ho pianto a 19 anni perché non potevo portarla con me all’università.
La gatta che se la chiamavi rispondeva, e se andavi a raccoglier le ciligie veniva con te.
La gatta che andava pazza per le olive, e che leccava l’olio dei pomodori. Quella che si sceglieva la sua pappa da mangiare e guai se non era quella che aveva detto lei.
La gatta con le zampette bianche, che se andava in giardino le si confondevano con le margherite….

(Fonte: tiamoanchiotesoro, via alfaprivativa)
